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GIUSEPPE
SELVAGGIPresentazione della Mostra, Palmi 1969 Il pittore Saverio Ungheri è un ricercatore. Per alcuni artisti linvenzione nasce come sorgente spontanea dal proprio lavoro per altri e sono i privilegiati che uniscono in se stessi la felicità di produrre arte e il dolore di pensarla la loro invenzione è lanello conclusivo di una vita magari tutta esaurita nel cercare luovo doro della propria esistenza dartista. Chi preferire? Il getto spontaneo (di una spontaneità certamente assai relativa) e sereno in apparenza, o questo cammino del ricercatore dietro formule e soluzioni che sembrano essere ogni volta definitive, e non lo sono dinanzi alla sua innata necessità di cercare ancora? Ai fini della resa dellartista, chè lopera nella sua splendente individualità che annulla lautore stesso come fosse anonima e tale potrebbe essere, non ci devono essere preferenze. Ma tutta la solidarietà e lansioso entusiasmo vanno per lartista-ricercatore. Che è colui il quale prepara sempre strada e terreno per il viaggio suo e degli altri, per il suo frutto e per quello degli altri. E in più ha una maggiore potenzialità di godere della sua costante catena di scoperte, e necessariamente di soffrire della delusione per laccorgersi che la sua scoperta di ieri non è quella definitiva: su cui fermarsi ed edificare sino allultimo giorno. Questo accenno a un discorso qui fatto con riferimento in apparenza a una situazione teorica, in generale, va invece inteso personale per Saverio Ungheri, che in pieno rappresenta con la sua attività lartista-ricercatore. Ungheri appartiene ai rari pittori in cui pensiero e bellezza riescono a fondersi per una coordinata esplosione nellopera, che ha sempre in lui il brivido della scoperta. Dove arriverà Saverio Ungheri? Lavvenire dei ricercatori è sempre unattesa. Si fermerà Saverio Ungheri su un punto fermo della sua ricerca per costruirvi, come si usa dire, un modo pittorico proprio con sigla definita (come tanti artisti fermi su se stessi sino a morirne da vivi, magari famosi e costosi)? Può darsi che non si fermerà, e la sua esistenza di artista sarà ancora una serie di esplosioni, tutte intense, tutte lancinanti di invenzioni. Come i suoi sassi spaziali. Come i suoi crateri. Come i suoi meccanismi cinetici. Come tutto quello che ha fatto sinora. Non per questo verrebbe meno la sua qualità di artista, perché in queste tappe-scoperte cè come una cucitura interiore, e per locchio educato allarte anche esterna, che ne garantisce lunità ossia lindividualità. Lopera di Saverio Ungheri ha bisogno di uno scavo critico e di letteratura, e allora si potrà documentare che la Calabria ha con questo pittore la potenzialità di un altro grande artista fra i suoi artisti, che nella maggior parte appartennero sempre alla categoria superiore dellinvenzione. Nellattuale occasione della mostra di Palmi, questa piccola nota è solo una testimonianza e un segno di disponibilità per questo scavo, con la convinzione della sorpresa che esso contiene. |
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Il
materiale di questo sito è tratto dal libro d'arte "Saverio
Ungheri. Il bello della differenza",
a cura di Fabiola Giancotti, Spirali/Vel 2000 |