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ANTONIO
ALTOMONTE"Il Tempo", 18 dicembre 1962 [...] nella circostanza della nascita dellAstralismo, un movimento darte che avrebbe inteso mettersi al passo con la conquista degli spazi a opera della scienza, e da cui il nostro deriverebbe adesso un suo realismo lunare, come ultimo stadio di una evoluzione che partendo dal figurativo tradizionale passa per un periodo in cui lespressione pittorica, assai vicina a significati di simbolo, riusciva a sfuggire, pur nella purezza quasi calligrafica delle immagini, il pericolo di una loro manierata perfezione. Fu il periodo delle figure con le calve teste ovali, a mezza strada su una pittura dintenzione metafisica, tanto che, svuotati in esse gli occhi e la bocca socchiusa dal riflesso di una loro stupita interiorizzata vicenda, il riferimento più prossimo andrebbe a un De Chirico del 15. Era a suo modo già un tentativo, realizzato sulla figura umana, di superamento dogni realtà convenzionale. Lespressione trasognata, più che un risultato sulla tela, diventava la spia a uno sforzo dellautore, cui lAstralismo avrebbe come aperto una finestra su irrivelati paesaggi lunari [...]. |
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Il
materiale di questo sito è tratto dal libro d'arte "Saverio
Ungheri. Il bello della differenza",
a cura di Fabiola Giancotti, Spirali/Vel 2000 |